Nato a Pordenone nel 1937, ottiene nel 1960 il diploma di elettromeccanica e si trasferisce nella zona industriale di Cairo Montenotte, città in cui si sposa, indi a Torino, dove lavora nell'indotto FIAT e dove nel 1970 nasce il primo figlio, Tiziano. Poi è la volta di Savona, dov'è assunto all'Italsider. Scompare per una grave malattia nel 1980, a soli 43 anni.
Isidoro Pujatti inizia a cimentarsi nell'Arte ancor bambino: il figlio racconta con ammirazione che alle elementari disegnò un pagliaccio tanto perfetto da suscitare la stupita ammirazione della maestra. Partecipa alle prime mostre tra anni '60 e '70 a Nichelino, Carmagnola, Acqui Terme e, qui da noi in Liguria, a Celle L., a Varigotti, a Savona nel quartiere di Villapiana e con una personale alla storica galleria "S. Andrea" di L. Pennone.
Numerosi i premi conseguiti: citiamo solo la mostra di pittura di Cairo M. (1960), la gara di pittura estemporanea "Pietra L. e Val Maremola" (1972-73), la mostra di pittura e scultura di Pietra L. (1973-74-75), il premio di pittura "Italsider" (1976), il primo trofeo di pittura "Casa del Gelato" di Savona (1978). In sua memoria si tenne nel 1988 un torneo di calcio organizzato dall'Italsider.
L'antologica allestita dal figlio a Villa Cambiaso spazia sui soggetti, sulle tecniche e sui materiali preferiti dall'Artista. Abbiamo una grande quantità di oli su tavola e tavoletta, un olio su tela col ritratto del figlio bambino (1972), un grande disegno a carboncino, numerosi piatti di varie forme e dimensioni, piastrelle e pannelli ceramici, persino bomboniere ed un vaso in stile bianco-blu antica Savona.
I soggetti preferiti sono i più suggestivi scorci di Varigotti, colta dalla Baia dei Saraceni o nelle solari e multicolori case mediterranee; le visioni di quel luogo dell'anima che è Verezzi, tanto caro a Camillo Sbarbaro (in particolare le case in stile "arabo" e la scenografica piazzetta di S. Agostino); la spiaggia di Bergeggi con le barche in secca; gli angoli tipici di Portovado che non sarebbero certo dispiaciuti a Bonfiglio; le "baracche" sulla spiaggia a Zinola; la vecchia, cara e mai dimenticata stazione "Letimbro" di Savona, proditoriamente abbattuta all'inizio del 1980; visioni caratteristiche dell'entroterra con case rustiche e pagliai. Non mancano anche soggetti "diversi" come primi piani di cavalli, paesaggi montani, personaggi rustici, nature morte con vasi di fiori e una bella tavoletta "inedita" (cioè mai esposta) con un nudo di donna con brocca.
Notevole è il grande disegno a carboncino intitolato "Forza di volontà e psiche" (1976), raffigurante un uomo che fuoriesce dalla corteccia di un albero (forse l'uomo viene fuori - come direbbe Freud - dal bambino che era), con nodose e spesse radici piantate nel terreno e un paesaggio ligure sullo sfondo, il tutto illuminato da un sole intenso che con raggi concentrici emana dalle onde. L'uomo - particolare significativo - ha il volto del pittore; e il disegno rappresenta un interessantissimo "fuori campo" dal solco tradizionale figurativo all'orizzonte simbolista e surrealista.
Le opere di Isidoro Pujatti nascono dal connubio tra ragione ed emozione e sono forme eterne di un solido universo poetico; sono echi di un ripensamento del paesaggio, della natura e delle sue forme e creature che dal passato ci giungono intatti, freschi ed umorosi, ad oltre trent'anni dalla scomparsa dell'Artista. Una luce speciale, che forse arriva dal mare piuttosto che dai monti, riempie le architetture dei borghi tipici di Liguria, accentuando il gioco delle giustapposizioni cromatiche e la solare felicità dell'insieme, che sa di attesa e di incanto. Pujatti ha sempre curato con attenzione il ritmo colore-luce, orchestrando un insieme di grande armonia ed equilibrio compositivo.
Egli infonde nell'impianto paesaggistico una purezza silente e vigorosa; infatti il silenzio delle ambientazioni conferisce al paesaggio un'icastica vigorosità, una classica purezza di particolari e di prospettive degna del più elevato paesaggismo della pittura "classica" novecentesca e dei suoi più quotati rappresentanti, particolarmente numerosi qui in terra di Liguria.
Insomma, la retrospettiva di Isidoro Pujatti è stata per noi un'autentica "scoperta" di un degnissimo Artista, che ha fatto del segno, del colore, del paesaggio, del ritratto una penetrante ed intensa riflessione sui valori della forma, della luce, dell'equilibrio e della misura.

Tratto da "Ricordo di Isidoro Pujatti, un Artista da riscoprire"
di Marco Pennone